La Giornata Nazionale del Mal di Testa, che si celebra il 18 maggio, rappresenta un momento fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle condizioni neurologiche più diffuse e invalidanti: l’emicrania. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha fatto enormi passi avanti nella comprensione dei meccanismi alla base della cefalea, identificando nel CGRP uno dei principali responsabili del dolore emicranico.
Ma cos’è esattamente il CGRP? Perché è così importante? Ne parliamo meglio in questo approfondimento.
Indice dei contenuti
Emicrania: patologia neurologica complessa
L’emicrania è una delle patologie neurologiche più diffuse al mondo e una delle principali cause di disabilità nella popolazione adulta giovane e di mezza età.
Non si tratta di un semplice “mal di testa”, ma di una condizione neurovascolare complessa che coinvolge:
- sistema nervoso centrale
- sistema trigemino-vascolare
- mediatori infiammatori e neuropeptidi
- predisposizione genetica
CGRP: principale mediatore dell’infiammazione emicranica
Il CGRP è un neuropeptide prodotto dai neuroni sensitivi del sistema trigeminale ed è oggi considerato uno dei più potenti mediatori dell’infiammazione neurogena. Le funzioni principali di questo neuropeptide nell’emicrania sono:
- potente vasodilatatore cerebrale
- amplificatore dell’infiammazione neurogena
- modulatore della trasmissione del dolore
- facilitatore della sensibilizzazione centrale
Nei pazienti affetti da emicrania esiste spesso una predisposizione genetica che porta a una maggiore produzione e rilascio di CGRP, rendendo il sistema trigemino-vascolare iper-reattivo.
Il sistema trigemino-vascolare
Il dolore dell’emicrania nasce da un sistema chiamato sistema trigemino-vascolare, in cui il protagonista principale è il nervo trigemino. Questo nervo è la principale via attraverso cui il cervello riceve e trasmette il dolore della testa. Quando si attiva in modo eccessivo, come accade durante un attacco di emicrania, il processo avviene in due fasi.
1) Attivazione periferica (nelle meningi)
Nella prima fase, il trigemino si attiva nelle strutture che circondano il cervello, chiamate meningi. Qui rilascia sostanze infiammatorie, tra cui il CGRP, provocando diversi effetti:
- i vasi sanguigni si dilatano molto
- aumenta il passaggio di liquidi nei tessuti (piccolo gonfiore)
- si sviluppa una reazione infiammatoria “non causata da infezioni”, ma dal sistema nervoso stesso
Questa è la cosiddetta infiammazione neurogena sterile, tipica dell’emicrania.
2) Attivazione centrale (nel cervello)
Nella seconda fase, il segnale del dolore entra più in profondità nel sistema nervoso centrale, nel tronco encefalico. Qui il trigemino rilascia altre sostanze, come CGRP e glutammato, che rendono il segnale del dolore ancora più forte.
Il messaggio del dolore viene poi trasmesso:
- al talamo, che lo “smista”
- alla corteccia cerebrale, dove viene percepito consapevolmente
È in questo momento che il dolore diventa quello tipico dell’emicrania: forte, pulsante e spesso accompagnato da nausea, fastidio alla luce (fotofobia) e ai suoni (fonofobia).

CGRP e infiammazione: perché il dolore diventa cronico
Il CGRP non è solo un mediatore del dolore acuto, ma contribuisce anche alla cronicizzazione dell’emicrania. Quando i livelli di CGRP rimangono elevati:
- aumenta la sensibilizzazione dei neuroni trigeminali
- si riduce la soglia del dolore
- il sistema nervoso diventa iper-reattivo
- gli attacchi diventano più frequenti
In questo contesto, il CGRP crea una vera e propria memoria del dolore a livello centrale.
Vasodilatazione e serotonina
Uno degli aspetti più caratteristici e complessi dell’emicrania è il continuo equilibrio instabile tra due processi opposti: la vasodilatazione e la vasocostrizione. Questo “gioco di alternanza” nei vasi sanguigni cerebrali contribuisce in modo significativo alla comparsa e al mantenimento del dolore.
Durante la fase acuta dell’attacco, il CGRP svolge un ruolo centrale, perché induce una forte vasodilatazione dei vasi sanguigni delle meningi. Questo aumento del diametro dei vasi comporta un maggiore afflusso di sangue e una distensione delle pareti vascolari, che viene percepita come un dolore tipicamente pulsante e battente.
In risposta a questa situazione, l’organismo attiva un meccanismo compensatorio attraverso le piastrine. Le piastrine vengono stimolate e rilasciano serotonina, una sostanza che ha l’effetto opposto rispetto al CGRP: provoca infatti vasocostrizione, cioè il restringimento dei vasi sanguigni.
Questo sistema di regolazione, però, non sempre riesce a stabilizzarsi. Si crea così un vero e proprio ciclo instabile in cui si alternano fasi diverse: prima una fase di vasocostrizione, che può precedere o seguire l’attacco doloroso, e poi una fase di vasodilatazione che coincide con il picco dell’emicrania.
Questa continua oscillazione tra dilatazione e restringimento dei vasi contribuisce a rendere l’emicrania una condizione ricorrente, con attacchi che possono ripresentarsi nel tempo e con intensità variabile.
Evidenze scientifiche recenti sul CGRP
La ricerca scientifica più recente ha confermato in modo sempre più solido il ruolo centrale del CGRP nell’emicrania.
Diversi studi clinici hanno dimostrato che il blocco dell’attività del CGRP può ridurre in modo significativo la frequenza degli attacchi nei pazienti affetti da emicrania cronica.
Altri lavori hanno evidenziato come i livelli di CGRP nel sangue risultino sensibilmente più elevati durante le crisi emicraniche rispetto ai periodi di benessere, rafforzando l’ipotesi di un suo coinvolgimento attivo nella fase acuta dell’attacco.
Inoltre, i trial clinici condotti sugli anticorpi monoclonali anti-CGRP hanno mostrato risultati particolarmente rilevanti: in alcuni pazienti si è osservata una riduzione fino al 50% dei giorni mensili di emicrania, con un miglioramento significativo della qualità della vita.
Nel loro insieme, questi dati non solo confermano che il CGRP è un indicatore dell’attività emicranica, ma soprattutto che è direttamente coinvolto nell’innesco e nel mantenimento degli attacchi.
Magnesio e CGRP: un modulatore naturale del dolore
Il magnesio è uno dei minerali più studiati nella prevenzione dell’emicrania. Grazie ai suoi meccanismi d’azione:
- riduce l’eccitabilità neuronale
- stabilizza le membrane nervose
- modula il rilascio di CGRP
- riduce la sensibilità del sistema trigeminale
Diversi studi scientifici hanno dimostrato che la supplementazione di magnesio è un supporto fondamentale nella gestione preventiva dell’emicrania:
- riduce la frequenza degli attacchi emicranici
- migliora la risposta agli stimoli dolorosi
- è particolarmente efficace nei pazienti con emicrania con aura
Partenio: modulazione del CGRP
Il partenio è considerato uno dei fitoterapici più promettenti nella prevenzione dell’emicrania. Le sue principali azioni sono:
- inibizione della sintesi di CGRP
- riduzione dell’infiammazione neurogena
- modulazione del tono vascolare
- effetto stabilizzante sul sistema trigeminale
Di conseguenza, l’assunzione di partenio in presenza di cefalea ed emicrania, aiuta a ridurre la frequenza degli attacchi e a diminuire l’intensità del dolore, migliorando la qualità della vita nei pazienti cefalalgici
Neurania: supporto integrato per l’emicrania
Nel contesto della gestione dell’emicrania, un approccio multimodale è spesso la strategia più efficace. Neurania è un integratore sviluppato per supportare il sistema nervoso nei pazienti affetti da cefalea ed emicrania, agendo su più livelli:
- supporto alla regolazione del sistema trigemino-vascolare
- modulazione della risposta infiammatoria
- sostegno alla trasmissione neurochimica
- aiuto nella riduzione della frequenza degli attacchi
Grazie alla combinazione di magnesio, partenio, acido alfa lipoico e vitamine del gruppo B, Neurania si inserisce in un approccio integrato alla gestione dell’emicrania, supportando i meccanismi fisiopatologici legati al CGRP.
Approccio integrato all’emicrania: perché è fondamentale
L’emicrania non può essere trattata con un’unica strategia, ma richiede un approccio combinato:
- terapia farmacologica (quando indicata)
- modulazione dei neuropeptidi come CGRP
- integrazione nutraceutica
- gestione dello stress e del sonno
- prevenzione dei trigger ambientali e alimentari
La comprensione del ruolo del CGRP ha aperto la strada a una medicina più mirata e personalizzata.
Conclusioni
L’identificazione del CGRP come principale mediatore dell’emicrania rappresenta una svolta fondamentale nella neurologia moderna.
Oggi sappiamo che:
- il CGRP è il principale responsabile dell’infiammazione e del dolore emicranico
- il nervo trigemino è il centro di attivazione della crisi
- esiste una forte componente genetica nei pazienti cefalalgici
- il sistema vascolare e neurochimico è strettamente interconnesso
In occasione della Giornata Nazionale del Mal di Testa, è fondamentale promuovere consapevolezza e offrire strumenti concreti per la gestione dell’emicrania.
L’approccio integrato che combina ricerca scientifica, modulazione del CGRP e supporto naturale con sostanze come magnesio, partenio e formulazioni specifiche come Neurania rappresenta una delle strategie più promettenti per migliorare la qualità di vita dei pazienti.



Come si comporta il CGRP quando si assume la pillola anticoncezionale o, meglio, durante la settimana di sospensione?
Buongiorno Daria,
il meccanismo è questo: il CGRP e gli estrogeni sono strettamente collegati. Bassi estrogeni + alto CGRP = attacco emicranico.
La pillola normalmente stabilizza i livelli ormonali, ma la settimana di sospensione rompe questo equilibrio.
Durante l’assunzione della pillola non ci sono praticamente fluttuazioni degli estrogeni e, di conseguenza, anche le concentrazioni di CGRP risultano uniformi attraverso il “ciclo artificiale”, con livelli comparabili tra le donne con emicrania e quelle che non ne soffrono. La pillola “appiattisce” l’oscillazione del CGRP e questo spiega perché alcune pazienti riferiscono meno attacchi durante il mese.
Durante la settimana di sospensione, il crollo improvviso degli estrogeni sblocca il CGRP, che torna ad aumentare e innesca l’attacco.
Per chi usa la pillola e ha crisi concentrate nella settimana di sospensione, la strategia con Neurania di far coincidere i 15 giorni di assunzione (dal 2° mese in poi) con quella finestra è particolarmente razionale dal punto di vista fisiopatologico, proprio perché va ad agire nel momento in cui il CGRP è più libero di scatenarsi.
Restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti,
Buona giornata